“A tott boss” di Paolo Caroli


Ho avuto in incontro speciale oggi al Parco del Loto.

Un colloquio con un arzillo vecchietto in bicicletta che decido di raccontare.

Il tutto succede da un normale saluto di cortesia.

Sono nel sentiero che costeggia il laghetto del loto, all’uscita del canneto di bambù dalla parte di via Brignani, e mi viene incontro un signore in bicicletta che mi chiede se la strada continua .

Rispondo di sì e cominciamo a parlare.

In pochissimi minuti mi racconta la sua vita: scariolante a 8 anni, a 19 anni in Marina, 3 naufragi e prigioniero nella seconda guerra mondiale , lager in Germania (miniere di sale minerale), un sopravvissuto; emigra poi nel 1947 in America del Sud(Venezuela,Ecuador, Columbia), rientra poi qualche anno dopo in Italia, lavorando come fabbro, tornitore e saldatore specializzato, una onorificenza nel 2013, e un libro  “A tott boss” edito da Walberti, scritto e pagato da un professore.

Insomma una vita tutta di corsa, raccontata tutto d’un fiato.

Aggiunge poi che al laghetto, che una volta erano 3 ,ci andava con gli amici a fare il bagno in mezzo a tante bisce d’acqua. Niente paura, mi fa, sono innocue.

A questo punto della conversazione, gli chiedo ,en passant, che non è più giovanissimo, e lui mi risponde :”dico 96 per far prima, ma per l’esattezza sono 95 e 7 mesi” sfoderando un sorriso carico di simpatia.

Mi complimento e azzardo la domanda : “qual è il segreto , l’elisir di questo benessere?

Risponde : “tanta verdura, vino trebbiano annacquato senza dare alla testa e tanta ginnastica”.

Lo guardo mentre con la mano accarezza la bicicletta. “E’ lei la mia ginnastica quotidiana, sono inseparabile, vado dappertutto, cammino poco e così non sforzo le ginocchia”.

Il tempo come lo impiega? gli chiedo. Per tutta risposta mi dice :” Per hobby faccio il fabbro artistico, in sostanza lavoro il ferro e costruisco animali e creo composizioni floreali. Sono sempre impegnato”.

Ci salutiamo, e come l’avevo visto arrivare rapido e sicuro, mi sparisce davanti agli occhi in un batter di ciglio.

E’ stato un incontro speciale, una grande lezione di vita .

Non una parola degli acciacchi dell’età, non una lamentela, ma solo tanta allegria.

Tonino Guerra diceva che l’ottimismo è il sale della vita.

L’arzillo vecchietto, lughese doc,si chiama Luigi Gallignani.

Al rientro sono andato su internet, e digitando il suo nome c’è la sua foto premiato dal sindaco Raffaele Cortesi,anno 2013.