Il fior di loto , una magia in grave pericolo. Parte seconda


Per giustificare questo grido di allarme mi sono letto gli studi e documenti pubblicati sul “ Rapporto
ambientale della provincia di Mantova “ che riporta testualmente : “ Il Piano sottolinea la necessit
di effettuare” SFALCI” del fior di loto (nelumbo lucifera), nymphacea esotica che ha infestato il lago
superiore di Mantova. L’asportazione degli apparati fogliari emergenti ridurrà il carico organico degli
apparati vegetativi che annualmente si depositano sul fondale e che consumano ossigeno per essere
decomposti “(pag.83).
In sostanza esiste il pericolo di soffocamento e benché il lago superiore di Mantova abbia una vastità di
20.000 ettari ,la “sfalciatura” è da effettuarsi durante l’estate prima della fruttificazione per limitare la
riproduzione da seme della specie e con la contemporanea asportazione degli ampi foglioni emergenti in
eccesso .
Un intervento completo e profondo di pulizia svolto da mani esperte.
Quanto ho riportato è strettamente correlato al nostro laghetto del fior di loto che proprio per la sua
modesta ampiezza , un ettaro e mezzo circa , se non viene effettuato un intervento di sfalciatura e
diradamento delle radici corre maggiormente lo stesso pericolo.
Esiste il rischio di una lenta agonia da soffocamento.
In questi sei anni di frequentazione estiva quasi quotidiana , guardando dalla parte del parco giochi , la
fioritura del fior di loto partiva da sinistra fino ad un quinto del laghetto, progressivamente negli anni
successivi si è allargata sempre più verso il centro , fino poi a coprirne l’anno scorso l’80% .
Un vero incanto floreale sfiorato a malapena dall’occhio umano .
L’estate che verrà presumo che l’estensione sarà totale.
E dopo cosa succederà?
Lo spettacolo floreale è evidente gustato solo in parte , nonostante le modeste proporzioni del laghetto , e
va salvaguardato in ogni modo , con lungimiranza e tempismo.
Per evitare che tutto finisca prima o poi .
Ho scoperto poi , attraverso ricerche , che la fioritura del parco del loto di Lugo , pare sia seconda per
bellezza in Italia ( a parte il lago di Mantova, un angolo del lago di Varese , e un isolotto in un piccolo lago
naturale nel Lazio ) .
Dalla bellezza del lago mantovano che ho sopra citato, è stato sviluppato e creato un business , che dura
da giugno e settembre , visitato da svariate decine di migliaia di turisti italiani e stranieri ( con gite in
vaporetto elettrico , con obbligo di prenotazione , eventi ed escursioni fluviali , plenilunio sul lago con
serate a tema e degustazioni guidate di vini e prodotti tipici .
Sono andato là mosso dalla curiosità , ho visitato il lago in vaporetto e ciò che è pubblicizzato è tutto vero.
Ciò che mi ha colpito è stato il “bombardamento “ mediatico incisivo ed accattivante, dal sito del comune
di Mantova e comuni coinvolti , ai manifesti , dèpliant , massicci articoli sulla stampa locale e regionale ,
gadget di tutti i tipi , poster ed oggettistica .
Leggo che esistono Fondi europei per i parchi cittadini che vengono stanziati dietro presentazione di
progetti ( il comune di Prato riceverà 1 milione di euro in tre anni per migliorare i parchi grazie al bando
“LIFE +”).
Cito questo esempio ma ne potrei elencare altri.
E per il nostro Parco del loto si è pensato di ricorrere a qualcosa del genere?
Buttarsi in un progetto di più ampio respiro è realistico o utopistico ?
Ci sono le condizioni per fare del Parco del Loto un “brand” , un marchio come l’Ala di Francesco Baracca
portato oggi al suo antico splendore ?
E’ possibile , dopo adeguato potenziamento strutturale , inserire il Parco e il loto nel percorso turistico
attuale della città assieme alla Rocca , al Museo F. Baracca , al Pavaglione , al Teatro Rossini ,alla Chiesa di
S. Onofrio , al Chiostro della Collegiata ed altre nostre bellezze ?
Butto là alcune idee.
Guardando il laghetto ho visualizzato due pensiline in legno che entrano fino al centro del laghetto , una
di fronte all’altra , che consente di stare più a contatto con la fioritura del loto da ambo i lati , con
cancelletto a scatto che si apre ( eventualmente a pagamento).
Creare un percorso circumlacuale , il cui stradello sia percorribile , in sicurezza , e accessibile anche ai
portatori di handicap, perché ne hanno diritto anche loro.
Istituire un percorso didattico dando un nome a tutte le piante del Parco con targhette o con cartelli , una
preziosa informazione per tutti e per gli insegnanti di Scienze delle scuole a tutti i livelli .
Una mostra permanente “ in plain air “ .
Adibire la struttura in legno esistente , sempre chiusa a parte qualche occasione, come museo floreale
permanente o stagionale , con un una esposizione fotografica del fior di loto , di altri fiori presenti e delle
piante più significative del parco , corredate di schede informative.
Creare più eventi estivi , pomeridiani o serali.
Trasformare le piante o cespugli in sculture e forme animate , con figure di animali , fiori , persone.
Il tutto per caratterizzare sempre più il parco in senso più ampio, col fior di loto come punto focale in
mezzo ad un grande giardino parlante.
Ecco per cosa intendo farne un “brand”.
Tutto questo per vivere il Parco col suo laghetto fino in fondo.
I finanziamenti sia regionali che europei ci sono.
Sognare è un aspetto del libero pensiero dell’uomo .
Il sogno si realizza volendolo .
Quel “SI PUO’ FARE “ migliorando comunque ciò che si ha , e sviluppare un progetto di grande respiro
per l’interesse della intera comunità , per la nostra città.
Poter affermare : anche Lugo ha la sua bellezza :” il fior d loto” e non solo.