“Un mondo d’amore” coi Flints di Paolo Caroli


Serata speciale a Lugo alla Chiesa del Suffragio dove hanno suonato,cantato
e incantato i Flints, complesso lughese da anni presente con successo sulle
piazze romagnole e dintorni.
Si sono presentati con un repertorio assai impegnativo di 23 pezzi cantati
in inglese( And i love her,Something, Wonderfull tonight,Woman,Yesterday) e
in italiano( E’ la pioggia che va, Se perdo anche te, Un mondo d’amore,
Emozioni, Il mio canto libero),che sono stati successi planetari degli anni
60 in poi.
Predominante il tema “un mondo d’amore”, sulla donna, e anche sugli ideali
di libertà delle generazioni sessantottine.
I “giovani” del complesso ,Franco Bartolotti,Giacomo Casadio,Flavio
Manzato(chitarra e voci), Roberto Pironi (voce), Mauro Ricci
Petitoni(basso), Franco Taroni(batteria) hanno fornito uno spettacolo
musicale e canoro di qualità ,in una chiesa gremita all’inverosimile, con
tante persone in piedi.
Ha dominato il freddo nella affascinante chiesa baroccca, non si poteva fare
diversamente,ma la platea dei giovani” over” 50 e 60 ha stoicamente
resistito fino alla fine, battendo le mani su Happy Christmas che ha chiuso
la serata.
E’ stato un piacevole ritorno a casa per la maggioranza degli spettatori.
Il passato che rivive nel presente, lo slancio di speranza per un futuro
migliore. E’ la storia che si ripete coi suoi ideali e i suoi sogni da
realizzare.
Alla fine è partita dal cuore di tutti la “standing ovation” verso i Flints
, una macchina perfetta, dove ognuno gioca il suo ruolo in maniera
puntuale,frutto di una grande sinergia:Giacomo Casadio ,trascinatore del
gruppo col suo “inglese” aristocratico, la voce duttile e completa di
Roberto Pironi, i preziosismi tecnici alla chitarra di Franco Bartolotti e
del basso Mauro Ricci Petitoni, i virtuosismi di Flavio Manzato e per finire
con Franco Taroni che ovattando la sua batteria ha suonato in modo “soft”
senza perdere di incisività.
Per la cronaca ,un plauso va soprattutto a Giacomo Casadio, che influenzato
da alcuni giorni, ha voluto esserci a tutti i costi, non voleva mancare alla
serata, ha stretto i denti e ce l’ha fatta.
Termino questa cronaca con la gioia di esserci stato, seduto alla meglio
sopra un inginocchiatoio, ma ne è valsa la pena.